Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025: Guida Pratica Preposti per PMI



Per le Piccole e Medie Imprese (PMI), la gestione della sicurezza sul lavoro diventa più stringente nel 2026. Il Nuovo Accordo Stato-Regioni introduce novità sostanziali che impattano sull’organizzazione aziendale, in particolare per la figura del Preposto.

In una PMI, il preposto è spesso il capoofficina, il responsabile di reparto o il coordinatore di un ufficio: figure chiave che ora devono rispondere a nuovi standard formativi.

Cosa cambia concretamente per la tua azienda?

L’obiettivo del Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è trasformare il preposto da figura nominale a figura operativa. Per le PMI, questo si traduce in tre obblighi immediati:

  1. Individuazione Obbligatoria: Non è più ammessa l’incertezza. Il Datore di Lavoro deve individuare formalmente i preposti. Nelle PMI questo aiuta a chiarire la gerarchia delle responsabilità in caso di controlli.

  2. Aggiornamento Biennale (2 anni): Questo è il cambiamento più critico. Se prima ci si dimenticava della formazione per 5 anni, ora la scadenza è molto più ravvicinata. Bisogna pianificare le scadenze con attenzione per non trovarsi con personale non abilitato.

  3. Stop all’E-learning statico: La formazione “clicca e vai” per i preposti finisce qui. Il nuovo accordo impone la videoconferenza sincrona o l’aula, per garantire che il preposto sappia davvero come sospendere un’attività pericolosa.

Il potere di sospensione del Preposto

Una delle novità più discusse dell’Accordo 2025 riguarda il dovere del preposto di interrompere le attività in caso di pericolo. Per una PMI, questo significa che il personale deve essere formato non solo tecnicamente, ma anche a livello decisionale. La formazione 2025 punta proprio a dare al preposto gli strumenti psicologici e normativi per esercitare questo potere senza timore di ritorsioni, a tutela dell’azienda stessa.

Costi e Agevolazioni per la Formazione 2026

Sappiamo che per una piccola impresa il costo della formazione è un fattore rilevante. Tuttavia, il mancato aggiornamento biennale costa molto di più:

  • Sanzioni amministrative: Oltre i 5.000 euro per ogni preposto non aggiornato.

  • Sospensione dei lavori: In caso di cantieri o attività ad alto rischio.

  • Vantaggi: Molte PMI possono accedere ai Fondi Interprofessionali per coprire i costi della formazione obbligatoria 2026.

FAQ per le Piccole e Medie Imprese (PMI)

1. Nella mia azienda siamo in 5, devo per forza nominare un preposto? La legge prevede che il preposto debba essere individuato se il datore di lavoro non può sovrintendere direttamente a tutte le attività. In quasi tutte le realtà operative, anche piccole, la presenza di un coordinatore rende necessaria la sua formazione come preposto.

2. Se un mio dipendente ha fatto il corso nel 2024, quando scade? Con l’entrata in vigore del nuovo Accordo nel 2025, la validità viene ricalcolata. Anche se il vecchio attestato diceva “5 anni”, dovrai pianificare l’aggiornamento entro 2 anni dalla data di pubblicazione del nuovo accordo o dall’ultima formazione effettuata.

3. Posso formare un socio come preposto? Sì, un socio che esercita funzioni di sovrintendenza e vigilanza sui lavoratori deve essere formato come preposto secondo le nuove regole 2025/2026.

 

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